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Regolamento di disciplina Scuola Secondaria I grado

Dal Regolamento d'Istituto

 

TITOLO 4 -REGOLAMENTO DI DISCIPLINA (Scuola Secondaria)

Articolo 15 -Valutazione del comportamento degli studenti

1. L’Istituto fa proprie le disposizioni normative previste in merito dal D.M. 16 gennaio 2009, n. 5:

 

Finalità della valutazione del comportamento degli studenti.

1. La valutazione del comportamento degli studenti di cui all’art. 2 del decreto legge 1 settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, risponde alle seguenti prioritarie finalità: -accertare i livelli di apprendimento e di consapevolezza raggiunti, con specifico riferimento alla cultura e ai valori della cittadinanza e della convivenza civile; -verificare la capacità di rispettare il complesso delle disposizioni che disciplinano la vita di ciascuna istituzione scolastica; -diffondere la consapevolezza dei diritti e dei doveri degli studenti all’interno della comunità scolastica, promuovendo comportamenti coerenti con il corretto esercizio dei propri diritti e al tempo stesso con il rispetto dei propri doveri, che corrispondono sempre al riconoscimento dei diritti e delle libertà degli altri; -dare significato e valenza educativa anche al voto inferiore a 6/10. 2. La valutazione del comportamento non può mai essere utilizzata come strumento per condizionare o reprimere la libera espressione di opinioni, correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità, da parte degli studenti.

 

Caratteristiche ed effetti della valutazione del comportamento.

1. La valutazione del comportamento degli studenti nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola secondaria di secondo grado è espressa in decimi.

2. La valutazione, espressa in sede di scrutinio intermedio e finale, si riferisce a tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e comprende anche gli interventi e le attività di carattere educativo posti in essere al di fuori di essa. La valutazione in questione viene espressa collegialmente dal Consiglio di classe ai sensi della normativa vigente e, a partire dall’anno scolastico 20082009, concorre, unitamente alla valutazione degli apprendimenti, alla valutazione complessiva dello studente.

3. In attuazione di quanto disposto dall’art. 2, comma 3, del decreto legge 1 settembre 2008, n. 137, convertito dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, la valutazione del comportamento inferiore alla sufficienza, ovvero a 6/10, riportata dallo studente in sede di scrutinio finale, comporta la non ammissione automatica dello stesso al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo di studi.

4. La votazione insufficiente di cui al comma 3 del presente articolo può essere attribuita dal Consiglio di classe soltanto in presenza di comportamenti di particolare ed oggettiva gravità, secondo i criteri e le indicazioni di cui al successivo articolo 4.

 

Criteri e modalità applicative della valutazione del comportamento.

1. Ai fini della valutazione del comportamento dello studente, il Consiglio di classe tiene conto dell’insieme dei comportamenti posti in essere dallo stesso durante il corso dell’anno.

2. La valutazione espressa in sede di scrutinio intermedio o finale non può riferirsi ad un singolo episodio, ma deve scaturire da un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile e culturale dello studente in ordine all’intero anno scolastico. In particolare, tenuto conto della valenza formativa e educativa cui deve rispondere l’attribuzione del voto sul comportamento, il Consiglio di classe tiene in debita evidenza e considerazione i progressi e i miglioramenti realizzati dallo studente nel corso dell’anno, in relazione alle finalità di cui all’articolo 1 del presente decreto.

 

Criteri ed indicazioni per l’attribuzione di una votazione insufficiente.

1. Premessa la scrupolosa osservanza di quanto previsto dall’articolo 3, la valutazione insufficiente del comportamento, soprattutto in sede di scrutinio finale, deve scaturire da un attento e meditato giudizio del Consiglio di classe, esclusivamente in presenza di comportamenti di particolare gravità riconducibili alle fattispecie per le quali lo Statuto delle studentesse e degli studenti D.P.R. 249/1998, come modificato dal D.P.R. 235/2007 e chiarito dalla nota prot. 3602/PO del 31 luglio 2008 -nonché i regolamenti di istituto prevedano l’irrogazione di sanzioni disciplinari che comportino l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per periodi superiori a quindici giorni (art. 4, commi 9, 9 bis e 9 ter dello Statuto).

2. L’attribuzione di una votazione insufficiente, vale a dire al di sotto di 6/10, in sede di scrutinio finale, ferma restando l’autonomia della funzione docente anche in materia di valutazione del comportamento, presuppone che il Consiglio di classe abbia accertato che lo studente:

a. nel corso dell’anno sia stato destinatario di almeno una delle sanzioni disciplinari di cui al comma precedente;

b. successivamente alla irrogazione delle sanzioni di natura educativa e riparatoria previste dal sistema disciplinare, non abbia dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento, tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento nel suo percorso di crescita e di maturazione in ordine alle finalità educative di cui all’articolo 1 del presente Decreto.

3. Il particolare rilievo che una valutazione di insufficienza del comportamento assume nella carriera scolastica dell’allievo richiede che la valutazione stessa sia sempre adeguatamente motivata e verbalizzata in sede di effettuazione dei Consigli di classe sia ordinari che straordinari e soprattutto in sede di scrutinio intermedio e finale.

4. In considerazione del rilevante valore formativo di ogni valutazione scolastica e pertanto anche di quella relativa al comportamento, le scuole sono tenute a curare con particolare attenzione sia l’elaborazione del Patto educativo di corresponsabilità, sia l’informazione tempestiva e il coinvolgimento attivo delle famiglie in merito alla condotta dei propri figli.

 

Articolo 16 -Sanzioni disciplinari

1.      Viste le norme relative al comportamento che gli alunni devono tenere nel contesto scolastico, visti gli obblighi di sorveglianza dei docenti, visto il D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249, “Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e degli studenti”, visto il patto educativo di corresponsabilità condiviso con le famiglie degli alunni, l’Istituto stabilisce le sanzioni disciplinari da irrogare agli alunni in caso di comportamento non conforme:

 

comportamento sanzionabile

organo competente

sanzione

Sanzione in caso di reiterazione

disturbo

al regolare

svolgimento

delle lezioni

- insegnante e/o dirigente

scolastico

annotazione sul diario/

libretto personale

annotazione sul registro

di classe, convocazione

dei genitori

uso di telefoni

cellulari

o di altri

dispositivi

elettronici

insegnante e/o dirigente

scolastico

- consiglio di interclasse

o classe

ritiro temporaneo del

dispositivo e annotazione

sul diario/libretto

personale

ritiro del dispositivo,

annotazione sul registro

di classe, convocazione

dei genitori

- provvedimento in funzione

della gravità

danneggiamento

delle cose

proprie o altrui

insegnante e/o dirigente

scolastico

- consiglio di interclasse

o classe

annotazione sul registro

di classe, comunicazione

ai genitori, riparazione

economica

del danno

annotazione sul registro

di classe, comunicazione

ai genitori, riparazione

economica

del danno

- attività a favore della comunità scolastica

danneggiamento

a strutture

o attrezzature

scolastiche

insegnante e/o dirigente

scolastico

- consiglio di interclasse

o classe

annotazione sul registro

di classe, comunicazione

ai genitori, riparazione

economica

del danno

- attività a favore della

comunità scolastica

annotazione sul registro

di classe, comunicazione

ai genitori, riparazione

economica

del danno

- attività a favore della

comunità scolastica

- provvedimento di sospensione

comportamento

lesivo

della propria

o altrui

incolumità

insegnante e/o dirigente

scolastico

- consiglio di interclasse

o classe

- annotazione sul registro

di classe, convocazione

dei genitori

- annotazione sul registro

di classe, convocazione

dei genitori

- provvedimento di sospensione

in funzione

della gravità

scorrettezze, offese

o molestie

verso

i compagni

insegnante e/o dirigente

scolastico

- consiglio di interclasse

o classe

- annotazione sul registro

di classe

-          rimprovero scritto

convocazione

-          dei genitori

provvedimento di sospensione

con obbligo

di frequenza per attività

a favore della comunità

scolastica

scorrettezze

o offese

verso

gli insegnanti

o il personale

non docente

insegnante e/o dirigente

scolastico

- consiglio di interclasse

o classe

- Consiglio di Istituto

- annotazione sul registro

di classe, provvedimento

di sospensione

provvedimento di sospensione

anche superiore

ai quindici giorni

violenza

intenzionale,

offese gravi

alla dignità

delle persone

(turpiloquio,

blasfemia)

insegnante e/o dirigente

scolastico

- consiglio di interclasse

o classe

-Consiglio di Istituto

- annotazione sul registro

di classe, provvedimento

di sospensione

anche superiori ai

quindici giorni

provvedimento di sospensione

superiore ai

quindici giorni con

eventuale esclusione

dallo scrutinio finale

2. Le sanzioni disciplinari comminate allo studente verranno segnalate nel fascicolo personale dello stesso e lo seguiranno nel suo iter scolastico.

3. Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso da parte di chiunque vi abbia interesse entro cinque giorni dalla notifica della comunicazione ad un apposito Organo di Garanzia d’Istituto che dovrà esprimersi nei successivi dieci giorni.

4. Ogni team docenti o consiglio di classe elabora un proprio regolamento circa le sanzioni per dimenticanze del materiale, ritardi nelle consegne, mancato svolgimento dei compiti ed altri aspetti concernenti gli obiettivi educativi della classe. È altresì possibile, ove gli insegnanti lo ritengano opportuno, concordare le regole di classe attraverso un “contratto d’aula” stipulato con gli alunni.